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Sesso tra corde, catene e corsetti: arrivano i primi corsi di Bondage

Sesso Bondage

Da quando, nel 2011, Erika Leonard ha pubblicato il romanzo Cinquanta sfumature di grigio, il burlesque è diventato uno sport da praticare in alternativa all’aerobica. La pole dance è lo yoga del nuovo millennio e le signore al bar parlano di pratiche sadomaso davanti al cappuccino. La saga letteraria e la trasposizione cinematografica hanno fatto sì che si alzasse quel velo di mistero ed innominabilità che da sempre ricopre le pratiche sessuali estreme. Allo stesso tempo hanno creato una fascinazione non del tutto realistica su un mondo che ha le sue regole e ci tiene a mantenerle. Sesso Bondage Sesso Bondage

Sesso Bondage

Così, mentre attendiamo l’uscita di Cinquanta sfumature di rosso, terzo capitolo della saga, in Italia proliferano corsi di Bondage. Primo elemento a cui si riferisce l’acronimo BDSM, ovvero Bondage & Disciplina (B&D), Dominazione & Sottomissione (D/s o Ds), Sadismo & Masochismo (S&M o SM). Si tratta di un’antica pratica giapponese, che consiste nell’immobilizzare un partner consenziente attraverso l’uso di corde, catene, corsetti, cappucci e altro ancora, impedendone la libertà di movimento e limitandone le capacità sensoriali (vedere, sentire). Sesso Bondage

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“Sono sempre stato incuriosito dalle legature ma..mi mancavano le nozioni tecniche.”

Filippo, 36enne allievo di Bondage, ci ha raccontato di essere venuto a conoscenza dell’esistenza del corso a Bologna grazie ad un’amica antropologa. Quest’ultima ha scritto una tesi di laurea sull’argomento: «Sono sempre stato incuriosito dalle legature», spiega, «ma mi mancavano le nozioni tecniche per realizzarle in totale sicurezza». Insieme a lui, al corso per principianti, partecipano una decina di persone, tutte intorno ai 30/35 anni, «ma soltanto quelli che legano sono i veri fruitori del corso e pagano le lezioni, chi invece si fa legare partecipa in maniera gratuita», chiarisce Filippo. Lui, ad esempio, partecipa insieme al suo “slave” (schiavo), un partner consenziente che ama subire la pratica di legatura. Non tutti, però, hanno incontrato la persona giusta con cui esplorare questo mondo, così in molti corsi è possibile proporsi come “bunny” e farsi legare dagli allievi apprendisti.

«C’è anche un aspetto estetico», spiega Filippo, «ma lo scopo principale delle lezioni è quello di fornire gli strumenti e le nozioni per poter non solo costringere ma anche appendere le persone in tutta sicurezza. Chiaramente le pratiche più avanzate possono prevedere maggiori complicazioni per la salute dell’individuo che le subisce, quindi è necessario imparare tecniche precise per far sì che la corda stringa e la persona provi dolore ma senza subire danni». Il nostro Cicerone del Bondage non è decisamente fan di Cinquanta sfumature di grigio: «Non ho letto il romanzo né visto il film ma ne penso male comunque. Ha creato tutta questa fascinazione per un mondo che la gente non conosce davvero e che ha totalmente idealizzato attraverso un personaggio che non esiste nella realtà».

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Scritto da Federica Gentile

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