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Ristoranti: per il Tar del Lazio Decreto su riaperture non può essere sospeso

Ristoranti Tar Lazio Decreto riaperture

Ma Codacons rivela: verbali depositati dal Ministero dell’Interno confermano. Decreto su riaperture varato senza alcuna istruttoria da parte di Cts e Governo Ristoranti Tar Lazio Decreto riaperture 

Tanasi consumatori italiani Il Tar del Lazio ha respinto oggi il ricorso del Codacons contro la parte del Decreto del Governo sulle riaperture che esclude dalla ripresa delle attività i ristoranti senza sale all’aperto. Per il presidente della sezione prima ter (Francesco Arzillo) “la previsione censurata dalla parte ricorrente è posta direttamente dalla fonte di livello legislativo (D.L. n. 52/2021), rispetto alla quale gli atti amministrativi impugnati in questa sede rivestono natura per una parte meramente preparatoria e per altra parte meramente interpretativa-attuativa, risultando anche privi di diretta e autonoma lesività; l’eventuale sospensione interinale dell’efficacia di questi atti non sarebbe quindi in grado di assicurare l’auspicata tutela cautelare specifica della posizione azionata in giudizio”. Ristoranti Tar Lazio Decreto riaperture 

“In sostanza per il Tar il decreto del Governo non può essere sospeso perché la legge può essere superata solo da una sentenza della Corte Costituzionale. Una beffa per migliaia di ristoranti senza sale all’aperto che, pur potendo garantire la sicurezza dei propri clienti al pari di locali al chiuso come cinema e teatri, sono costretti a rimanere fermi a causa delle incapacità del Governo” – commenta il presidente Carlo Rienzi.

Il Codacons ha infatti analizzato gli atti depositati al Tar dal Ministero dell’Interno nell’ambito del ricorso promosso dall’associazione, documenti da cui emerge come nessuna istruttoria sarebbe stata compiuta dal Cts e dal Governo circa la necessità di tenere chiusi i ristoranti che non dispongono di sale all’aperto.

Dai verbali del Cts risulta che il tema delle aperture di ristoranti e del settore dei matrimoni, seppure inserito all’ordine del giorno, non sarebbe stato trattato nelle sedute che hanno portato all’emissione del decreto del 22 aprile sulle riaperture – rivela il Codacons – Dall’analisi dei verbali delle due riunioni che hanno anticipato il Decreto sulle riaperture, risulta che il Governo ha riaperto spettacoli, cinema, teatri, parchi divertimento, ristoranti all’aperto senza una discussione, senza logica, senza criteri e senza una adeguata istruttoria, poiché i punti all’ordine del giorno dedicati a ristoranti e wedding sono saltati in entrambe le riunioni e rinviati.

Verbali che domani saranno pubblicati sul sito del Codacons.

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