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Crisi Ucraina, nonostante resistenze interne Draghi alimenta il conflitto e manda armamenti ed equipaggiamenti

draghi manda armi

Care amiche e amici di SegretoDonna, continua la condanna europea delle azioni di Vladimir Putin, diventando sempre più pericolosa nel sempre più esplicito sostegno alla resistenza Ucraina. Nonostante diverse resistenze interne il premier Mario Draghi continua ad incalzare contro la Russia mentre per molti alimentare con armi la difesa Ucraina non solo renderà più violenta l’avanzata di Putin ma potrebbe aprire la strada verso un conflitto mondiale. draghi manda armi

Nonostante Roma vanti rapporti stretti con la Russia, Mario Draghi e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio hanno già schierato l’Italia sulla linea europeista ed atlantista senza invece cercare di fare da mediatori per riportare la questione verso un linea pacifica.

Non solo, allora, abbiamo scagliato sanzioni contro Putin ma l’Italia è stata tra i primi Paesi Ue a chiudere lo spazio aereo alla Russia, misura presa poi da tutta l’Unione europea. Il presidente del Consiglio Draghi ieri si è espresso a favore del pacchetto di misure Ue contro Mosca: «L’Italia dà il suo pieno e convinto appoggio al pacchetto di misure contro la Federazione Russa presentato oggi (ieri ndr) dalla Commissione Europea. L’aggressione dell’Ucraina è una minaccia per tutta l’Europa”, che “deve reagire con la massima fermezza» Oggi, come anticipato da Il Foglio, anche l’Italia chiederà ai cittadini di lasciare la Russia. draghi manda armi

L’Italia invia i suoi soldati draghi manda armi

Ci sono 1.350 militari italiani in partenza per l’Ungheria e la Romania. Si tratta dei nuclei speciali, cioè lagunari, paracadutisti, alpini, incursori del Comsubin. Fino al 30 settembre verranno messi a disposizione della Nato per la missione nell’est Europa circa 4.000 soldati. Saranno inviati in Lettonia, per rafforzare la ‘Baltic Guardian’, dove ci sono già 240 militari; in Romania, dove saranno 12 gli aerei schierati e circa 130 gli uomini; nel Mediterraneo orientale, dove ci sono 235 unità di personale, due navi e un aereo che sorveglia anche il Mar Nero. Il costo dell’operazione sarà di 154 milioni di euro, ma se il conflitto dovesse proseguire le missioni potrebbero essere rifinanziate.

Viene da domandarsi ma dove siamo stati per anni? Quale sono le ragioni che hanno mosso la Russia contro l’Ucraina? La disconnessione del regime di Putin da tutti gli organismi internazionali e i meccanismi finanziari, la pressione che ha esercitato in maniera compatta Bruxelles in tutte le sedi internazionali e infine la decisione di inviare armi a Kiev sono la vera soluzione?

Decisioni senza precedenti che, se unite a quella assunta da Berlino di aumentare la spesa militare di 100 miliardi, hanno innescato un processo preoccupante soprattutto dopo 2 anni in cui gli italiani sono stati, e lo sono ancora, vittime del Covid e delle tante scelte prese dal governo i cui effetti li conoscono bene le tante famiglie ridotte allo stremo.

Le ricadute economiche delle sanzioni, infatti, saranno pesanti non solo per chi le subisce ma anche per chi assume e condivide le decisioni, Draghi considera la difficoltà insostenibile in cui sono ridotte molte famiglie italiane? E voi cari lettori cosa ne pensate? Lasciate il vostro commento!

Scritto da firedream79

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