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Pornografia a Colori e il debutto dei BlondieJ: la cantante Giovanna D’Amico dalla raggiante Catania

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Care amiche e amici di SegretoDonna, siete pronti a rockeggiare con la rubrica Donne Vere? Questa volta con noi, infatti, un vero e proprio peperino che non le manda di certo a dire – Giovanna D’Amico – direttamente dalla raggiante Catania: animo ribelle e cantante dei BlondieJ, che hanno appena debuttato con il loro primo singolo ‘ pornografia a colori ‘, già nota nel panorama musicale catanese. Scopriremo insieme la donna e una vita fatta di emozioni, trasgressioni e passioni: perchè il sentimento non può rinunciare all’istinto e allora la musica bussa alla tua porta e se non apri tanto lei entra lo stesso dalla finestra.

 

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Chi è Giovanna D’Amico?

«Catania è la mia città, ci sono nata. Sono cresciuta in un quartiere popolare, dove i bambini ancora oggi giocano per strada a pallone. Ero l’unica femmina in una famiglia di soli maschi, sarà per questo che mi sento più uomo io di molti uomini che circolano a piede libero in questa città».

Come è nata la tua passione per il canto? blondiej

«Ho sempre cantato, da che ho memoria; non ho mai cercato la musica, è sempre stata lei a trovarmi anche quando mi sono nascosta bene».

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I BlondieJ sono appena nati e c’è già molto interesse attorno a questo progetto: potresti raccontare alle nostre lettrici qualcosa di più sulla band e sulla vostra musica?

«Il progetto musicale Blondiej è stato sempre nell’aria: qualcosa che sai che c’è e, come avviene per le cose vere, avrebbe preso vita spontaneamente. Il nome è nato un po’ per caso, merito di mio fratello Salvo che lo ha buttato sul tavolo e “sbang“ trovato il nome della band…

Siamo io e Giuseppe Messina, siamo sempre stati io e lui fianco a fianco in ogni aspetto della nostra vita, è merito sua se sono tornata a cantare. Dopo innumerevoli esperienze con altri progetti musicali e musicisti abbiamo perentoriamente deciso di “metterci in proprio” e fare a modo nostro!».

A chi è rivolta la vostra musica? In cosa vi differenziate?

«I nostri pezzi sono frutto del nostro vissuto e delle nostre visioni, non vogliono rispondere a canoni ben precisi. Siamo assolutamente liberi e questo per noi è fondamentale: a lui non mancano le idee e a me non mancano le parole e la sfacciataggine!

Si perché per fare la propria musica bisogna essere sfacciati, prepotenti e disinteressati, altrimenti sei l’ennesimo gruppo fotocopia prostrato alle leggi di mercato! Noi ci vogliamo divertire, vogliamo dire quello che ci va e chi ci segue e ci ascolta lo capisce! Il nostro motto è sempre stato ”Enjoy or die!”, ovvero divertiti o schiatta!

Poi è chiaro che dietro la rockstar c’è la ragazza, con tutte le sue fragilità e i suoi personalissimi disastri emotivi, ma è nella musica che ho trovato le mie rivincite su chi non ci credeva e su me stessa! La sfacciataggine sarà pure politicamente scorretta ma io di vita ne ho una sola e non voglio fare finta di essere mediocre quando invece sono straordinaria!».

Qual’è il tuo rapporto con la Sicilia e in particolar modo con Catania?

«Il rapporto con la mia terra è viscerale! Sono come un personaggio Verghiano, una cozza attaccata allo scoglio. Ho vissuto molti anni a Torino ma Catania mi mancava terribilmente, con tutti i suoi difetti… sa essere una città asfittica per molti aspetti ma resta comunque irresistibile, come una donna capricciosa ma straordinariamente sensuale. Negli ultimi anni Catania è molto cambiata: più aperta al turismo ma più chiusa nei confronti della musica. Adesso che sono tornata a vivere qui mi godo i suoi pregi e cerco di rimediare ai suoi difetti cercando di contribuire al suo miglioramento».

In un mondo sempre più social, cosa ne pensi di una società sempre più attenta alla copertina che al contenuto?

«Copertina o contenuto? Potrebbero convivere entrambe in perfetto equilibrio in realtà, per gli antichi greci Bello corrispondeva a Buono… dovremmo guardare al passato per interpretare meglio il presente e il futuro».

Quale è il sogno nel cassetto di Giovanna D’Amico?

«Giovanna ha sempre sognato di fare la bibliotecaria, ma era più un accanimento che un sogno… la mia natura è quella da rockstar, è inutile soffocarla, emerge sempre e con prepotenza! È anche vero che si può essere una rockstar e continuare a svolgere contestualmente un altro lavoro… ad esempio la bassista dei Verdena mi pare guidi il pulmino della scuola, ma questo non le impedisce comunque di portare avanti la passione per la musica».

Cosa significa essere una ‘Vera Donna’? blondiej

«Una Vera Donna è una definizione così complessa e al tempo stesso rarefatta che non riesco ad identificarmici, io non sono una vera donna, sono solo Giovanna. Non sono una persona convenzionale e di conseguenza neanche una donna convenzionale in base ai mos maiorum coi quali oggi si identifica una Donna; tuttavia non è un aspetto di cui mi curo molto, ho imparato a vivere alla giornata, senza seguire modelli prestabiliti o archetipi sociali».

Cari lettori giunge a termine la nostra intensa chiacchierata con Giovanna e siamo certi che ne torneremo a parlare molto presto! Siamo sempre molto attenti ai giovani artisti e da chi è mosso da passioni così intense. Il panorama musicale italiano e internazionale è profondamente cambiato, non siamo quì per dire se in bene o se in male, ma è anche vero che la musica emergente sembra ormai dover passare solo attraverso certi canali precludendo tanta buona musica che probabilmente avrebbe molto da dire.

Un super in bocca al lupo a Giovanna e i BlondieJ, e per chi volesse ascoltare il brano ecco i link:

YouTube

Spotify

Per chi volesse seguire la band potete farlo direttamente su Instagram.

“C’è che c’è che non ti ho detto che…” noi non riusciamo proprio a smettere di ascoltare ‘ pornografia a colori ‘, e voi cari lettori cosa e pensate? Lasciate un vostro commento e alla prossima!

 

 

Scritto da Ragusa

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