L’obiettivo e la promozione di nuovi moduli di programmazione didattica che, vede protagoniste: l’educazione civica e la legalità, hanno lo scopo di educare all’interno delle scuole i ragazzi di fasce d’età che, si affacciano al mondo dell’adolescenza. Una fase di crescita molto delicata, piena di insidie, coinvolgimento ed emulazione di atti, sotto mentite spoglie di eroismo o furbizia. Il 20 maggio scorso, il Comando dell’Arma dei Carabinieri di Belpasso, Giovanni Oro, ha incontrato le classi terze della scuola secondaria di primo grado Martoglio di Belpasso, partecipando al progetto nazionale istituzionale denominato: “Cultura della Legalità,” frutto di un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) per formare futuri cittadini consapevoli e responsabili. Questo incontro, è stato curato dalla Reggente del plesso, la Professoressa Maria Catena Trovato, dalla Professoressa Mariella Chiantello in qualità di promotrice del progetto, in collaborazione con il Presidente del Consiglio d’Istituto, Massimo Sapienza. La parola chiave, dell’incontro è stata: le forze dell’ordine accanto ai giovani. Il Comandante Oro, accompagnato dal Brigadiere Stefania Schembari, ha spiegato ai ragazzi presenti, la differenza tra un reato commesso ( punito dalla legge con restrizione della libertà del soggetto oppure con sanzioni amministrative che si estinguono con il pagamento di somme di denaro) e azioni di soggetti minorenni che considerano, portare a scuola delle armi da taglio come qualcosa di normale da detenere, un vanto o un abitudine da emulare come,” tizio o caio.” Far capire ai ragazzi che, questi oggetti non sono giocattoli e non vanno portati, ne a scuola ne in giro. Viviamo in tempi difficili e crescere in una società di ragazzini che impongono modelli discutibili di esempi che non costruiscono valori di solidarietà e amicizia, impediscono lo sviluppo del senso di responsabilità individuale e collettiva. All’interno delle classi, rapportarsi tra coetanei, è diventato difficile e i docenti questo lo vivono quotidianamente; ogni giorno si interfacciano con alunni di ogni grado e questi ultimi spesso vivono una vera e propria trincea, dove i nemici sono i professori e tutti coloro i quali rappresentano un’autorità che, detta regole per il bene collettivo. Gli adulti sono il nemico da abbattere. Detto ciò, abbiamo raccolto due brevi testimonianze da parte di due ragazzi: Clarissa e Federico. Clarissa, ci dice:-” Sono contenta di aver visto un Brigadiere donna. Per me che comincio a vivere da adolescente e futura adulta, mi ha fatto pensare tanto. Una donna che, decide per la sua vita ed abbraccia la scelta di servire lo Stato. Io non so ancora cosa vorrò fare da grande, ma sò che, qualsiasi lavoro che intraprenderò, se fatto con professionalità e giudizio arricchirà la mia vita e quella di chi mi sta intorno.”- Federico invece ha ribadito che: -” Spesso penso di essere solo un ragazzo, ma il mio futuro lo creerò sapendo l’importanza di avere dei genitori che, mi spronano a dare il meglio di me, con amore; dato che per me è l’ultimo anno di scuola secondaria di 1 grado, non dimenticherò mai ciò che, i miei prof mi hanno insegnato con affetto e fermezza. Oggi il Comandante ha detto cose che, per me sono giuste.”-







