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Ilaria D’Addario, giovane e piena di talento: “La danza come necessità e salvezza”

Da Avezzano a Broadway, dalla passione per la danza al grande amore per la lingua dei segni.

Ilaria D’Addario, 21 anni, è dinamica e piena di talento. Nonostante la giovane età vanta un ampio bagaglio di esperienze in mondi totalmente diversi tra loro ma quasi complementari, mentre nel suo futuro vede tanti sogni da realizzare.

Ilaria D'Addario

Noi di SegretoDonna le abbiamo fatto qualche domanda per conoscerla meglio e per farci raccontare il suo mondo. Ilaria D’Addario

Ilaria, raccontaci un po’ di te. Chi sei e quali sono le tue passioni più grandi?

Sono Ilaria e ho 21 anni. Sono di Avezzano, in provincia dell’Aquila, sono una studentessa del corso interprete della lingua dei segni italiana e danzo da quando sono piccolissima. Sono 15 anni che la danza fa parte della mia vita.

Ho studiato danzaterapia per far sì che la danza possa diventare un aiuto per tante persone, che aiuti la gente a essere e sentirsi libera e felice. Per un po’ ho studiato anche in America, danza e lingua inglese, e questa esperienza mi ha resa più matura e mi ha aiutato ad abbattere molti limiti su me stessa.

Ho studiato per un anno intero in una compagnia di teatro danza, è stato un sogno alzarsi la mattina e danzare fino alla sera. Ilaria D’Addario

Le mie passioni piu grandi, appunto, sono la danza, l’arte, la recitazione, viaggiare, e i bambini.

Ilaria D'AddarioQuando e come è nato l’amore per la danza?

Scontato dire: da quando sono nata, ma è così… da quando ero ancora un semino nella pancia di mamma. È un amore che ho sempre avuto dentro di me, la danza è sempre stata una necessità, una salvezza.

Quando danzo non esiste il dolore, non esiste la maliconia, niente di brutto esiste. La musica mi chiama e il mio cuore e il mio corpo rispondono nell’immediato, senza pensare. Non penso, sento.

Cosa provi ogni volta che ti esibisci su un palco?

Il palco è come se fosse una seconda casa. Prima di salire l’ansia è tanta ma una volta messo piede lì sopra tutto scompare; sono piu a mio agio lì sopra che in mezzo a tanta gente!

Il giudizio c’è anche al di sotto del palco, nella platea, ma se sono sicura di ciò che sto danzando non riesco a mentire e ciò che è vero arriva diretto, e se pure fosse giudicato non importerebbe. Sono felice quando sono sul palco: le luci, il fumo, il legno anche un po’ rovinato, non mi hanno mai lasciato sola, mi hanno sempre fatto sentire speciale.

Da qualche tempo sei vicina al mondo della sordità: quando e perché ti ha incuriosita?

La storia della sordità nasce gia dalla mia infanzia. A seguito di una malformazione mi sono avvicinata in prima persona a questo mondo e ho deciso di fare, di ciò che poteva diventare ed essere una mia debolezza, una forza.

E così mi sono incuriosita al mondo della lingua dei segni italiana. Ho incontrato tanti sordi e sto vivendo ancora la loro comunità – forte e con una grande storia dietro – con una lingua cosi bella e a tratti artistica ed emotiva.

Il mondo, sopratutto l’italia, ancora non ne è a conoscenza ma sarebbe bello se quasi tutti imparassero la lingua dei segni, una vera e propria lingua che puo farti imparare tanto sulla comunicazione e sul capire le emozioni dell’altro.

Progetti futuri e sogni nel cassetto?

Progetti futuri… sicuramente finire il corso come interprete di lingua dei segni italiana, crescere sui social in modo da poter aprire un blog da dedicare alla danza, ai conisigli e alla sordità e non solo.

Tra gli altri progetti, sicuramente quello di tornare in America per continuare diversi studi sia di danza che legati alla sordita e alla logopedia. Infatti, a breve proverò a entrare al corso di logopedia, un altro mio sogno.

Sogni nel cassetto… essere una brava interprete e magari interpretare per il telegiornale. Poi, lasciare che la danza sia sempre parte della mia vita: mi piacerebbe danzare in altri grandi teatri, o far parte di video musicali importanti, o di un film. Ogni cosa che riguardi la danza è un mio sogno nel cassetto.

Infine, be’, poter aiutare cosi tanti bambini come è stato fatto con me.

Ilaria D'Addario
Cosa vuol dire per te essere una Donna Vera?

Essere una Donna Vera, per me, vuol dire tante cose.

Vuol dire avere fiducia in se stesse, non arrendersi davanti a chi ti dice che non potrai mai farcela.

Vuol dire avere tante cicatrici ma mostrarle con coraggio perché ti hanno portato dove sei ora.

Essere una Donna Vera è essere forti e navigare verso i propri sogni: che siano difficili o impossibili, sono loro che ti rendono cio che sei, e forse anche diversa da tutti gli altri.

Una Donna Vera è una donna speciale in grado di cambiare il mondo. Ilaria D’Addario

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