“La sentenza n. 172 del 2025 della Corte costituzionale rappresenta un passaggio decisivo nel recupero di razionalità all’interno del sistema penale” afferma Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons, commentando la decisione con cui la Consulta ha eliminato l’automatismo che impediva di applicare la particolare tenuità del fatto nei procedimenti per violenza o minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, reati frequentemente commessi contro appartenenti alle forze dell’ordine.particolare tenuità
Tanasi (Codacons): decisione che ripristina ragionevolezza e proporzionalità nel sistema penale Tenuità del fatto
La Corte ha dichiarato illegittima la preclusione assoluta prevista dall’articolo 131 bis del codice penale, ritenendola in contrasto con il principio di ragionevolezza. L’automatismo permetteva infatti l’applicazione dell’istituto per reati più gravi sotto il profilo edittale, mentre lo escludeva per fattispecie meno severe unicamente perché rivolte a un pubblico ufficiale, generando una disparità di trattamento e sottraendo al giudice la possibilità di valutare l’effettiva offensività della condotta.
“Quel divieto rigido non consentiva al giudice di distinguere tra vere aggressioni alle forze dell’ordine e episodi di minima lesività – prosegue Tanasi – La Corte costituzionale ha ribadito un principio fondamentale: il giudizio penale deve basarsi sulla concretezza del fatto, non su presunzioni automatiche che appiattiscono casi profondamente diversi su un’unica risposta punitiva. Il diritto penale non può funzionare per automatismi, perché rischierebbe di produrre ingiustizie e trattare allo stesso modo condotte profondamente differenti”.
Tanasi chiarisce inoltre che la decisione non riduce la tutela degli operatori delle forze dell’ordine: “gli atti di violenza reale, la resistenza effettiva, le minacce gravi e tutte le condotte che compromettono seriamente l’esercizio della funzione pubblica restano naturalmente escluse dalla particolare tenuità del fatto. Non si crea alcun varco per comportamenti impuniti: semplicemente si restituisce equilibrio, consentendo di distinguere tra condotte realmente pericolose e fatti che, per natura e intensità, appartengono all’area del minimo”.
Il Codacons annuncia che monitorerà l’applicazione della sentenza nei tribunali per evitare interpretazioni eccentriche o distorte.
“Questa pronuncia rafforza la giustizia penale e allinea il sistema ai principi della nostra Costituzione. Evita che fatti marginali vengano trattati come aggressioni gravi alle forze dell’ordine e garantisce una risposta sanzionatoria proporzionata e ragionata” – conclude Tanasi.





