in , ,

Giustizia, cosa cambia con il referendum: Tanasi (Codacons) spiega le modifiche alla costituzione

referendum costituzionale
Un referendum costituzionale ex articolo 138 della Costituzione non interviene su norme ordinarie né su profili contingenti dell’amministrazione della giustizia, ma sull’assetto istituzionale dello Stato. Con questo presupposto si è  svolto stamattina l’incontro online dedicato alla consultazione del 22 e 23 marzo 2026, relativa alla legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare“.
La consultazione riguarda una legge di revisione costituzionale già approvata dal Parlamento e sottoposta a referendum confermativo ai sensi dell’articolo 138 della Carta. Non è previsto alcun quorum di partecipazione: l’esito del voto determinerà in via definitiva l’entrata in vigore o il rigetto del testo approvato.
L’iniziativa, promossa dal Codacons insieme all’Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi e ad Avvocati in Europa, ha inteso offrire ai cittadini un inquadramento tecnico e sistematico delle modifiche sottoposte a voto, ricondotte al loro perimetro normativo e sottratte a semplificazioni improprie.
In apertura dei lavori, l’Avvocato Domenico Fabiano, componente del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha richiamato la funzione del referendum confermativo quale momento di verifica democratica nel procedimento di revisione costituzionale, sottolineando che il corpo elettorale è chiamato a pronunciarsi esclusivamente sul testo della legge costituzionale approvata, senza possibilità di interventi emendativi o modifiche parziali.
Relatore dell’incontro è stato il prof. Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons, che ha sviluppato un’analisi di carattere sistemico volta a chiarire la portata ordinamentale delle modifiche introdotte.
Nel corso dell’intervento è stato evidenziato che la riforma incide sull’assetto costituzionale della magistratura giudicante e requirente, sull’organizzazione dei relativi organi di autogoverno e sulla disciplina della responsabilità, intervenendo su specifiche disposizioni della Costituzione. È stato altresì precisato che l’intervento non riguarda la disciplina dei procedimenti, né i riti o i termini processuali, che restano materia di legislazione ordinaria e non costituiscono oggetto della consultazione referendaria.
L’analisi ha esaminato, in chiave comparativa e non prescrittiva, le principali argomentazioni poste a fondamento della conferma della riforma, nonché le posizioni critiche che richiamano la necessità di preservare l’equilibrio tra i poteri dello Stato delineato dall’assetto costituzionale vigente e l’unitarietà della funzione giurisdizionale.
Nel procedimento di revisione costituzionale – ha affermato Tanasi – il confronto deve rimanere ancorato al dato normativo e alla struttura dell’ordinamento. Il referendum ex articolo 138 rappresenta uno strumento di garanzia democratica che consente ai cittadini di pronunciarsi su modifiche che incidono sull’assetto istituzionale dello Stato.”
L’incontro si è concluso ribadendo che la decisione tra conferma e rigetto della legge costituzionale spetta esclusivamente al corpo elettorale, chiamato a pronunciarsi con piena consapevolezza della natura e della portata delle modifiche sottoposte a voto.
Le revisioni costituzionali esigono rigore interpretativo, senso delle istituzioni e rispetto dell’equilibrio tra i poteri. Dopo aver esaminato il contenuto della riforma e le diverse letture che ne sono state proposte, ciascun cittadino potrà determinarsi in autonomia e responsabilità“. – conclude Tanasi.

referendum giustizia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cosa ne pensi?

Effetto Olimpiadi prezzi

Olimpiadi, turismo e sport oltre il triplo dell’inflazione: l’allarme del Codacons e l’intervento di Tanasi sui rincari

blocco commissione sanitaria

Siracusa, disabile gravissima: 13 mesi di attesa per la visita. Il Codacons scrive al Ministro e alla Regione