Per la prima volta dopo oltre due anni di flessioni consecutive, l’indice della produzione industriale italiana registra un aumento su base tendenziale. Un dato che, seppur positivo, non deve indurre a facili ottimismi. Lo afferma il Codacons, analizzando i dati Istat resi noti oggi.
Codacons: servono riforme strutturali e garanzie giuridiche per una ripresa reale Produzione industriale
“Questo rimbalzo rappresenta un segnale importante, ma isolato – dichiara il Prof. Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – e non può essere interpretato come l’avvio di una fase di consolidata ripresa. L’industria italiana continua a scontare debolezze strutturali: un eccesso di pressione fiscale, una normativa disorganica e discontinua, e una burocrazia che ostacola l’attività imprenditoriale anziché favorirla”.
Tanasi: il sistema produttivo resta debole e privo di tutele adeguate. Il paese non può permettersi una nuova frenata
Il Codacons evidenzia come il rischio di nuove tensioni internazionali e l’eventuale introduzione di dazi doganali potrebbero compromettere l’attuale equilibrio, rendendo vano ogni progresso. “La nostra economia è fortemente interconnessa con i mercati globali – prosegue Tanasi – e misure protezionistiche o instabilità geopolitiche potrebbero avere effetti devastanti, in particolare per le piccole e medie imprese che operano nell’export o dipendono da filiere produttive transnazionali”.
Sotto il profilo giuridico, l’associazione richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare l’impianto normativo in favore del sistema industriale, nel pieno rispetto del dettato costituzionale. “L’articolo 41 della Costituzione tutela la libertà d’impresa, ma pone limiti chiari affinché l’attività economica sia coerente con l’utilità sociale – spiega Tanasi – una politica industriale moderna deve fondarsi su questo equilibrio: garantire competitività e innovazione, ma senza sacrificare i diritti dei lavoratori, la sostenibilità ambientale e la coesione sociale”.
Il Codacons chiede al Governo l’apertura urgente di un tavolo interistituzionale che coinvolga imprese, sindacati, associazioni dei consumatori e soggetti tecnici per definire un piano industriale nazionale, in grado di affrontare le criticità emerse negli ultimi anni. Tra le misure prioritarie: incentivi selettivi per le imprese che investono in tecnologie sostenibili, riduzione degli oneri burocratici, semplificazione normativa, revisione delle aliquote fiscaliper il settore produttivo e una nuova disciplina del lavoro capace di contrastare precarietà e sfruttamento.
“Il diritto a una crescita economica stabile, inclusiva e conforme ai principi costituzionali – conclude Tanasi – deve essere garantito con strumenti concreti e giuridicamente solidi. Solo così si potrà parlare di vera ripresa, e non di semplice fluttuazione statistica”.





