Mentre la Banca Centrale Europea dovrebbe oggi confermare i tassi di interesse, lasciandoli invariati nell’ultima riunione prevista per il 2025, il mercato dei mutui in Italia continua a registrare nuovi rialzi a danno delle famiglie. A lanciare l’allarme è il Codacons, che richiama l’attenzione sulle ricadute concrete per i consumatori.mutui in salita
Quella odierna sarebbe la quinta decisione consecutiva di mancato taglio dei tassi, dopo il ciclo di ribassi avviato a giugno 2024. Una fase di stallo che, anziché tradursi in benefici per i cittadini, si accompagna a un incremento dei tassi effettivamente applicati dagli istituti di credito.
Secondo i dati della Banca d’Italia, i tassi di interesse sui mutui praticati alle famiglie sono passati dal 3,50% di gennaio al 3,73% di ottobre. Un aumento complessivo del +0,23% dall’inizio del 2025 che determina un aggravio medio di circa 222 euro annui per un mutuo da 150mila euro a 30 anni. Per un finanziamento da 120mila euro della durata di 25 anni, l’incremento della spesa è pari a circa 187 euro annui.Mutui in salita
“Nonostante il rallentamento dell’inflazione e la stabilità dei tassi ufficiali, il mercato del credito continua a penalizzare le famiglie italiane – dichiara il prof. Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – i rialzi dei mutui rappresentano un segnale allarmante, poiché incidono direttamente sul potere d’acquisto e sulla capacità di spesa dei cittadini, in un contesto economico già fortemente segnato dal caro–vita. È necessario garantire maggiore trasparenza e rafforzare i controlli sulle politiche adottate dagli istituti bancari”.
Secondo il Codacons, l’eventuale decisione della BCE di mantenere invariati i tassi potrebbe produrre ulteriori effetti negativi sul mercato del credito, favorendo nuove pressioni al rialzo e determinando conseguenze dirette sui bilanci di milioni di famiglie italiane.





