luglio 23, 2018

La staticità dell’essere in divenire: il film “La viaggiatrice” di Davide Vigore

La viaggiatrice di Davide Vigore

La viaggiatrice locandina

Tre donne. Una l’impersonificazione della giovinezza, la leggerezza del fare e andare irriflessivo, l’altra la sua antitesi, giovinezza ormai appassita nell’immobilismo dell’apatia. Al centro tra i due poli la terza donna con la sua staticità in divenire, specchio di una giovinezza ancora non vissuta, in una continua tensione verso l’infinito.
E’ lei La viaggiatrice, protagonista del nuovo film del regista ennese Davide Vigore, presentato alla 73esima Mostra del Cinema di Venezia nella sezione “MigrArti”. Nel cast, l’araba-francese Eurydice El-Etr, la palermitana Serena Barone (da “Baaria”) e l’ennese Lorenza Denaro. Il film vanta la preziosa fotografia di Daniele Ciprì, già vincitore di David di Donatello e numerosi Nastri d’Argento.La viaggiatrice di Davide Vigore

In queste settimane il regista sta portando la sua opera in diversi cinema di tutta Italia, lo abbiamo incontrato dopo la prima del film al cinema King di Catania. La viaggiatrice di Davide Vigore

INTERVISTA

Davide, com’è nata l’idea per questo cortometraggio?

Tutti i miei lavori nascono sempre da un interrogativo iniziale che successivamente cerco di sviluppare. In questo caso mi ero posto una domanda “è possibile rubare la giovinezza a una ragazza?”. Ho sviluppato questo problema attraverso una narrazione verticale e circolare del personaggio principale. Tutto ciò che la circonda in lei si riflette e relaziona, ma lei resta il perno attorno cui tutto gira restando immobile.

La viaggiatrice è la storia di una giovane straniera presa come dama di compagnia di un’anziana signora. C’era la volontà di fare un film sul tema dell’immigrazione?

No, la protagonista poteva essere anche italiana, non volevo fare un film sui migranti né un film socialmente utile. E’ stato solo un pretesto per raccontare una storia di prospettive, di sogni, di passato e di futuro, e pensavo che sarebbe uscita meglio con una protagonista migrante.

Perché in fondo è la condizione umana contemporanea, non solo quella degli immigrati, il sentirsi alienati e ospiti di un tempo e un luogo che non è più tuo. Non è la prima volta che tratti questo argomento, penso a “Fuorigioco” o “La compagna solitudine”.

Un regista tende a fare sempre lo stesso film. Sicuramente c’è qualcosa che accomuna tutti i miei lavori, i miei personaggi vivono la solitudine immersi nella folla.

Anche il titolo suona come un ossimoro, “la viaggiatrice” che però resta sempre chiusa in un appartamento claustrofobico con il tempo scandito dalle pillole e dalle preghiere dell’anziana signora.

Mi piace sempre giocare con le contraddizioni e creare delle opposizioni. Gioco con le parole e con le immagini. Così come nei miei lavori cerco sempre di suggerire le cose piuttosto che spiegarle, per questo opero molto l’aspetto immaginifico riducendo i dialoghi, affinché lo spettatore diventi parte attiva del processo di elaborazione del film, non subendolo.

 Per questo corto ti sei avvalso dell’importante collaborazione di  Ciprì.

img_3944Ho conosciuto Ciprì a un festival e timidamente mi avvicinai a lui e dicendogli che ero un suo grande fan. Gli chiesi di vedere il lavoro che avevo da poco terminato all’epoca, “Fuorigioco”. Mi chiamò qualche giorno dopo per farmi i complimenti e da lì nacque questa amicizia. Tempo dopo riuscii a strappargli la promessa di una collaborazione al lavoro che avevo già in cantiere. Per me fu una grande emozione quando accettò, non ci potevo credere. Stavo per lavorare con uno dei più grandi direttori della fotografia in Italia!

Hai partecipato alla 73esima Mostra del cinema di Venezia con “La Viaggiatrice”. Ma ora che hai avuto possibilità di vedere e conoscere la situazione italiana dall’interno, cosa ne pensi del cinema in Italia? E’ davvero moribondo come sembra?

Il cinema italiano non è moribondo, questo ormai è un leitmotiv. Il cinema è cambiato. Prima era “romanocentrico”, cioè tutta la macchina produttiva era a Roma e solo loro potevano decidere se farti fare o meno un film. I produttori investivano e tu potevi fare il tuo film. Oggi è diverso. Fai cinema grazie ai soldi pubblici, ai bandi del ministero. Ormai per fare un film devi essere anche un burocrate.

Suppongo non sia stato semplice neanche entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia.

No. Ricordo che appena diplomato andai a seguire una conferenza di Francesco Alberoni, all’epoca era il Presidente del Centro Sperimentale. Riuscii ad avvicinarmi a lui emozionatissimo e carico di belle speranze, avevo preparato un bel discorso sul fatto che volevo fare il regista e che volevo frequentare il Centro, ma non mi fece finire la prima frase. Mi disse, non ricordo testuali parole, che c’erano troppi registi in giro, che avrei dovuto pensare a fare altro e che non sarei mai entrato al Centro sperimentale. Ci rimasi talmente male che mentre si stava allontanando gli urlai “Non so se riuscirò ad entrare, ma io diventerò un regista. Mi chiamo Davide Vigore e un giorno vedrà un mio film al cinema.” Oggi sono decisamente più diplomatico e pacato di quel ragazzo che si rivolse così ad Alberoni.

E cosa è rimasto di quel ragazzo?

L’entusiasmo è sempre quello del ragazzo che girava corti con gli amici con la telecamera sul carrello della spesa.

Oggi cosa diresti a chi non ha creduto nel tuo sogno?

Li ringrazio. Sono stati loro a motivarmi veramente.


CONCLUSIONI

“La viaggiatrice” è un film che riesce a cogliere con precisione e delicatezza la precarietà dell’animo umano, stimolando profonde riflessioni sull’alienazione dell’individuo che tende sempre alla ricerca dell’infinito non riuscendo però a muoversi in uno spazio e in un tempo che scorrono troppo velocemente. Siamo tutti migranti in un mondo che ci isola. La viaggiatrice di Davide Vigore

Il prossimo appuntamento con il regista si terrà a Enna, sua città natale, il 18 Novembre, dove oltre alla proiezione del film, presenterà in anteprima nazionale il libro tratto da “La Viaggiatrice”. La viaggiatrice di Davide Vigore

Continuate a seguirci qui su SegretoDonna.

J.B.

 

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi