maggio 22, 2018

La paura del tempo che fugge

Storia tempo

Ci chiediamo spesso, nei nostri momenti di riflessione intima e personale, il significato di ciò che scorre incessantemente e inesorabilmente: il tempo. Viviamo le nostre giornate in maniera frenetica e sentiamo quasi un sollievo allo scorrimento dei giorni, dei mesi…quasi come se aspettassimo perennemente qualcosa, come se corressimo in direzione di un traguardo, di una meta. Il problema è che, nel momento in cui ci fermiamo da questa folle corsa, ancora affannati, non sappiamo definire cosa e quale sia questa meta, non riusciamo ad identificare il traguardo…..I suoi tratti ci appaiono oscuri, poco comprensibili e, nel momento stesso in cui ci fermiamo, sentiamo quasi l’esigenza di tornare indietro.

Qual’è la meta?

Tutti gli altri continuano a correrci accanto, lo sguardo fisso verso la meta e la fretta di arrivarci. Si affannano e guardano coloro che si fermano con la coda dell’occhio, quasi con una sensazione di pietà, ma senza mai fermarsi. Chi si ferma rimane inerte per qualche istante, guarda gli altri che continuano a correre e sente il peso del senso di colpa. Ma le gambe non ne vogliono sapere di muoversi, il cuore batte all’impazzata e poi…il respiro diviene più lento, il cuore comincia a calmarsi e, nella mente, il ricordo di un mare limpido, di un bambino che gioca con la sabbia, di un raggio di sole che riscalda gli occhi, di un fiore che sboccia.

Una sensazione di serenità invade il corpo e rende il movimento più fluido, più lento. E’ proprio in questo momento che chi si ferma dalla folle corsa capisce che non c’è una meta, che Mr Godot non arriverà mai, che non ci sarà alcun premio al traguardo…Ed è solo allora che vorresti tornare indietro, che vorresti non più correre ma camminare lungo il tempo che scorre, senza la paura di arrivare in ritardo, di essere sorpassato dagli altri, guardando con pietà chi corre senza questa consapevolezza.Storia tempo

Camminare senza la paura del tempo che fugge

storia sul tempoMi sono fermata……il tempo dietro a me è stato percorso correndo, ma io sono ferma e sto raggiungendo questa consapevolezza. Mi sono interrogata sul significato del tempo che scorre e ho rivisto me che correvo lungo i miei anni, che scorrevano veloci come il vento. Qualcuno passa correndo e mi guarda con la coda dell’occhio provando pietà….Io ricambio lo sguardo con consapevolezza, ma senza sensi di colpa. Non voglio più correre, voglio rallentare e godermi veramente il viaggio…Il primo passo mi fa paura, ma subito dopo una grande serenità pervade il mio corpo. Adesso voglio solo camminare lentamente, scoprire la bellezza del viaggio…non mi importa più della meta, perché so che non esiste. Ora voglio solo vivere il mio tempo…Storia tempo

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