settembre 26, 2018

Il teatro non si può tradire: intervista a Gianna Giachetti

Una intera vita dedita al teatro e all’arte, intesa nel suo significato più assoluto e primordiale di vettore di emozioni e pensieri.
Gianna Giachetti nasce Sesto Fiorentino il 24 luglio 1935. Si trasferisce presto a Roma per frequentare i corsi di recitazione presso la prestigiosa Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, selezionata dalla commissione presieduta proprio da Silvio D’Amico, suo fondatore. Lì ha potuto godere di insigni Maestri: Wanda Capodaglio, Jone Morino, A.M.Setaccioli, Raja Garoshi. Poi Orazio Costa, Sergio Tofano, Nerio Bernardi, Niccolò Gallo, Giorgio Bassani. Nel 1957 si diploma e inizia a recitare in teatro e successivamente in alcuni lavori cinematografici.
Presente dalla fine degli anni cinquanta, anche in vari lavori di prosa della televisione RAI, sia nelle commedie che negli sceneggiati.

Abbiamo incontrato Gianna Giacchetti dopo una sua performance a Catania:


Gianna, come vedi oggi il ruolo della donna?

Oggi le donne devono avere molto coraggio perché gli viene chiesto delle cose senza avere nulla in cambio.

gianna giachetti zeffirelli
Gianna Giachetti con Franco Zeffirelli

Nel nostro campo, se prendi ad esempio un testo di Shakespeare, ci sono 28 uomini e 3 donne. A nessuno importava nulla della figura della donna, tanto più che venivano interpretate dai giovani maschi.

La donna oggi fa fatica, continua a far fatica. Viviamo in una società dove ci si lamenta che non si fanno figli, ma non si considera che il ruolo della mamma andrebbe tutelato, come anche i bambini, e gli anziani. Io ho 81 anni, noi siamo dei pesi.
Se volete aprire questa polemica io posso andare avanti fino a domani mattina…

E il teatro? Rispecchia lo stesso schema presente nella società?

Allora si ci può domandare ancora: il teatro come è stato ridotto in questa società? Perché io sto parlando del vero teatro, quello che nasce 2500 anni fa per l’esigenza di comunicare nell’intimo.

Tanto è vero che nasce come rappresentazione sacra, quindi per coinvolgere anime, emozioni e cose.

Oggi subiamo uno stravolgimento, anche interessante e curioso, delle arti visive, e bisogna capire se queste cose qui riescono ancora ad entrare nell’animo della gente.

Perché teatro vuol dire che una singola persona, con infinito rispetto, prende delle opere, possibilmente quelle classiche e quelle poetiche, e le fruisce a della gente che è lì che aspetta, che ti guarda, che riceve un’emozione o un sommovimento del proprio interiore, perché una cosa gli è tornata, l’ha vissuta, l’ha sentita.

Ecco, il teatro è Sentirsi: noi se c’è un pubblico che ci comunica, sentiamo loro e mandiamo a loro qualcosa che deve vibrare nel suo sentire.

Per cui tutto quello che raffredda questo, può essere anche curioso e bello da vedere, interessante e affascinante, ma non è teatro.

Il teatro è Parola, il teatro è comunicativa umana, è sangue, è cuore, è lacrima, è divertimento, è sciogliersi in una grande bella risata. Questo è il teatro.

Il resto è altro, che non è detto non abbia diritto di cittadinanza, ma chiamiamola in un altro modo altrimenti si fa confusione.

gianna giachetti eduardo de filippo
Gianna Giachetti con Eduardo De Filippo

Ora si vive in un momento dove il paese è orrendo! Le case editrici chiudono o vendono robaccia, i cinema chiudono…la gente è ignorante! Segue la musica orrenda, questo tum-tum-tum, di una evoluzione di ritmi di tamburi africani gestita dall’imperialismo americano.

Se vogliamo aprire anche questo argomento…

Il rock? Una linguaccia che non esprime nulla, che di poeti non ne possono cantare molti, due o tre disgraziati negli Stati Uniti…

Cosa possiamo dire di altro per questo meraviglioso giornale al femminile? Se volete fare una qualsiasi battaglia per la donna io ci sono.

Se dovessi scegliere un video da far vedere per conoscerti meglio, quale sceglieresti?

Basta guardare “Enrico IV” con Romolo Vanni.

Oppure una cosa dove ero giovanissima e molto bellina, “Nell’acqua cheta” di Augusto Novelli, avevo 22 anni ed ero un fiore.

Una vita piena e da Donna Vera. Vuoi regalarci un’altra perla?

Io posso solo dire che sono stata molto fortunata. Perché avendo avuto una nascita nella prima metà del secolo scorso, ho fatto a tempo a salire sulle carrozze belle, nel teatro bello, nel teatro importante, serio, rigoroso, rispettoso. Mi son fatta il mio bagaglio, ho sudato.

E ti comunico che nel luglio del 2017 io faccio ben 70anni di professione, avendo debuttato a Taormina nel 1957. La Sicilia mi è sempre appartenuta, non so per quale misterioso destino. Ho tutti gli amici siciliani, non ultimo una nuora meravigliosa di Vizzini, che m’ha fatto un nipotino che quando torna dalla Sicilia ha tutti gli accenti sbagliati!

“Il teatro non si può tradire” , parola di Gianna Giachetti.

Spero che questo nuovo articolo sia stato di vostro gradimento. Continuate a seguirci qui su SegretoDonna.

J.B.

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