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Il pane costa, eccome se costa!

Dal 2022, assistiamo ad un  continuo aumento del pane. Un kg di pane, secondo un’indagine del Sole 24 ore del 2023 costerebbe da nord a sud 17 volte in più rispetto il costo iniziale del grano. A Bologna 1kg di pane costa 5,14 euro mentre a Napoli 2, 26. Il prezzo da Regione a regione da città a città, varia. Ma quale potrebbe essere il prezzo ideale standard per tutti? C’è da sottolineare che, il costo esoso del grano,  che ha raggiunto picchi molto alti,  più che in altri periodi storici del terzo millennio,  lo si deve a causa dello scoppio del conflitto  tra:  Ucrania e Russia datato 22 febbraio 2022. L’Ucraina, infatti è denominata: il granaio  d’Europa, proprio perchè, è il primo e forse unico maggior esportatore di grano in tutta Europa. Partiamo da alcuni punti di domanda:

Quanto costa il grano?

Secondo un’indagine della Coldiretti del 2023,  su dati Istat e Ismea, 1 kg di grano costa 24 centesimi corrisposti agli agricoltori; il prezzo di lavorazione finita al consumo sempre della stessa quantità, cioè 1 Kg, si aggira tra i 3 e i 5 euro, una percentuale che tocca il, +20%.

 Quanto pane si consuma in Italia? 

Nel nostro paese si stima che, ogni persona giornalmente mangia circa 80 gr di pane  al giorno, per un totale di 41 kg  pro capite all’anno. Il consumo diminuisce, se si pensa che si è passati da un consumo di 230 gr al giorno che, fino a qualche anno fa si mangiava agli 80 gr di oggi, secondo un’indagine curata dal Sole 24 ore del 2024.

Ripercussioni su altri alimenti primari come latte, cereali e pasta.

Purtroppo, la reazione a catena che, coinvolge l’aumento di prezzi al consumo di altri alimenti primari, non si è fatta attendere. I cereali, la pasta, il latte hanno raggiunto costi importanti che, le famiglie per bilancio mensile non sempre riescono a sostenere. Se, insieme all’aumento del  costo del grano dove gli agricoltori hanno ancora la peggio, rispetto al passaggio successivo all’acquisto del produttore, cominciamo a toccare con mano, l’inflazione che ruota attorno alla catena di produzione e distribuzione del prodotto finito chiamato: pane, pasta,  cereali.   Unimpresa, l’unione nazionale di imprese, in un articolo del 30 maggio 2025, ha riportato dati record di prezzi rincarati nel triennio 2022/2025, dovesi evince un aumento del pane pari al 62% in più, il latte il 20% in più  mentre la pasta simbolo culturale del nostro paese si attesta al +38%. I passaggi che, formano la catena di un meccanismo discutibile con a capo il libero mercato, oggi non è più di  aiuto e sostentamento primario, si è piano piano trasformata, in un circolo fazioso, che sta attanagliando i consumatori, gli artigiani, gli agricoltori e tutte quelle fasce di popolazione che, sono costrette a diminuire l’acquisto per non soccombere.

Calamità come cause naturali, incremento dei costi energetici guerre e commercio quasi fuori controllo: è tutto perduto? 

Questa la domanda posta  all’Onorevole Salvo Giuffrida parlamentare dell’ARS,  per la Democrazia Cristiana trovandosi spesso a confrontarsi su tavoli che, sollevano la questione, caro pane e caro vita insieme ad associazioni di consumatori e titolari di aziende agricole siciliane.

-“No, non è tutto perduto, si possono fare passi indietro ripristinando un controllo delle autorità che permettono di contrastare i prezzi allo sbaraglio. In Italia, questo compito era affidato alla polizia locale denominata: Annonaria. E’ fondamentale arrestare questa emorragia di prezzi al dettaglio che,  stanno causando disagi nei consumatori. Tra l’altro si tratta di beni primari che stanno alla base dell’alimentazione quotidiana delle famiglie siano esse numerose oppure no. Una provocazione costruttiva, potrebbe essere quella di ritornare a fare il pane in casa, come facevano le nostre nonne decenni fa. Abbatterebbero i costi ed i mercati ne risentirebbero e credo   si  porrebbero qualche domanda sulla questione. Tuttavia non si può pretendere di cambiare assetto di ritmi giornalieri ormai insostenibili, perchè si corre sempre, ma credo fortemente sia l’ora che venga ripristinata la Polizia Locale Annonaria ed estendere i controlli a tutti i prodotti alimentari primari, non solo quindi circoscritto al pane.  Solo così i mercati potrebbero frenarsi positivamente e i consumatori, finalmente respirare.”-

Scritto da Patrizia Orofino

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