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Tra sacro e profano: a Catania si festeggia la terza festa Patronale più grande del mondo

Inserita nel Reis, il registro delle eredità immaterialipatrimonio dell’umanità, la festa di Sant’Agata è l’evento più atteso dai cittadini Catanesi.

Dopo la settimana Santa di Siviglia e il Corpus Domini di Cuzco in Perù,  la festa che celebra la padrona di Catania, Sant’Agata, è la terza festa cristiana con più partecipanti al mondo. festa s agata catania

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I festeggiamenti si svolgono dal 3 al 6 febbraio a Catania. In media partecipano alla processione quasi un milione di persone, tra turisti, devoti e cittadini fedeli che arrivano per salutare la martire etnea.

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La storia del martirio di Agata

Agata era una giovanissima nobildonna catanese che visse nel III secolo durante il proconsolato di Quinziano.

Secondo la tradizione cattolica Agata si consacrò a Dio all’età di 15 anni e quando fece questa richiesta al Vescovo di Catania le fu imposto il velo rosso portato dalle vergini consacrate.

Il proconsole Quinziano, incurante del suo voto, si invaghì della ragazza chiedendole di rinnegare la sua fede per Dio e sposarlo. Agata rifiutò con tutto l’amore per la sua fede religiosa senza timore e senza indugi, per questa ragione fu rinchiusa in carcere e torturata, fino allo “strappo”delle mammella, simbolo di femminilità e fertilità.

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Ma nella notte del supplizio venne visitata da San Pietro, che la rassicurò e ne risanò le ferite.

Il giorno successivo, stupito dalla guarigione della ragazza, Agata fu sottoposta da Quinziano al supplizio dei carboni ardenti il 5 febbraio, data della sua morte.

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La festa

I festeggiamenti in onore di Sant’Agata hanno inizio il 3 Febbraio con la così detta “sira o’ tri”, uno spettacolo pirotecnico accompagnato dall’orchestra che incanta l’intera città.

I fuochi artificiali durante la festa di Sant’Agata sono davvero tantissimi, oltre a esprimere la grande gioia dei fedeli nel vivere questi giorni di festa, assumono anche un significato particolare: ricordano il fuoco del martirio e il fuoco dell’Etna.

 

Il vivo della festa ha inizio alle prime luci del giorno seguente. La messa dell’Aurora è uno dei momenti più toccanti della festa intera.

La città di Catania, vestita di bianco, la veste votiva del devoto catanese, può finalmente riabbracciare la patrona dopo mesi di lontananza. festa s agata catania

Dopo la celebrazione Sant’Agata  è pronta per girare la città nel “giro esterno”, chiamato così perchè la Santa visita i quartieri limitrofi fino a tornare in cattedrale, la sua casa.

Il giro esterno è davvero lunghissimo, si contano quasi 22 ore per compierlo.

I “cittadini” guidano il fercolo tra la folla stringendo tra le mani i lunghi cordoni, uno  destra e uno a sinistra che simboleggiano le mani della Patrona come se volesse tenere stretti a se tutti i suoi cittadini.

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Nell’aria si sentono i due cori più celebri:

cittadini, cittadini,
semu tutti devoti tutti,
cittadini, viva sant’Agata“,

e l’inno dedicato alla Vergine:

“Tu che splendi in Paradiso,
coronata di vittoria,
Oh Sant’Agata la gloria,
per noi prega, prega di lassù”.festa s agata catania

 
 

Nella tarda mattinata del 5 Febbraio, in cattedrale viene celebrato il pontificale.

AI tramonto ha invece inizio il giro interno nella lunghissima via Etnea, la via principale della città, fino a raggiungere il Borgo, il quartiere che accolse i profughi da Misterbianco dopo l’eruzione vulcanica del 1669.

E’ proprio qui, che alla prime luci dell’alba la Santa viene accolta con uno spettacolo pirotecnico da togliere il fiato. Il suono dei fuochi d’artificio è possibile ascoltarlo da ogni angolo della città.

Il momento più atteso però è il passaggio per la via di San Giuliano,il luogo più pericoloso, che rappresenta una prova di coraggio per i “cittadini”: se superato senza problemi è segno di buon auspicio, ci dicono fonti profane.

Finita la difficile salita di San Giuliano, Agata incontra le suore di clausura di San Benedetto, che solo per questo magico giorno possono uscire fuori dal monastero per salutare la Vergine, dedicarle un canto religioso e donare un mazzo di fiori.

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E’ un momento davvero molto emozionante, difficile da spiegare se non lo si vive almeno una volta, che segna la chiusura dei festeggiamenti con il rientro in Cattedrale del busto reliquiario, accompagnato dalle lacrime di commozione dei devoti che mai al mondo vorrebbero separarsi dalla Patrona.

 

 

Tra sacro e profano

La festa di Sant’Agata è una delle feste che, forse più delle altre, mette insieme sacro e profano.

Il sacro è rappresentato dalla fortissima devozione che viene rappresentata dai devoti che con orgoglio indossano il “sacco” simbolo del loro voto fatto alla Vergine.

Il voto fatto alla Santa resta, solitamente, un segreto racchiuso dentro ciascun devoto ma, basta solo uno sguardo per capire, delle volte, i motivi che portano il devoto a scegliere di indossare la veste bianca.

Il profano è rappresentato, ad esempio,  dai dolci legati alla tradizione catanese.

Oltre alla famosa calia e simenza, presente in ogni festa a Catania, vengono realizzati per la ricorrenza alcuni dolciumi che hanno un riferimento a sant’Agata:

“le minnuzze di Sant’Agata” e le “Olivette”, le prime fanno riferimento alle mammelle strappate alla santa, le seconde sono legate alla leggenda della sua vita: si dice che ella inseguita da Quinziano si nascose in un luogo spoglio ma dal nulla comparve un ulivo che le consentì di cibarsi.

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Raccontare le emozioni che si vivono durante le 4 lunghissime giornate di festa è davvero impossibile. Sembra quasi qualcosa che l’occhio umano non potrebbe vivere mai, e invece è tutta una meravigliosa realtà.

E a chi dice che la Sicilia è terra arida, cattiva e mafiosa, inviterei a farci un salto proprio in queste giornate qui in cui tutti i cuori scoppiano di gioia, in cui il tempo sembra si sia fermato, in cui non esiste pausa e ogni attimo è quello giusto per fare festa, dove l’uomo accanto a me è mio fratello, dove la città è luminosa anche la notte, dove la preghiera è alla base della vita di ogni cittadino.

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Se avete voglia di conoscere questa famosissima festa vi invitiamo a Catania, la terra del mare, del Vulcano e della terza festa Patronale più grande del mondo.

 

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Alessia Crifò

Scritto da Alessia Crifò

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