Passa la mozione sul femminicidio promossa dalla consigliera Fiorella Vadala’. A Belpasso si approva attraverso proposta e dibattito, importanti passi riguardo la prevenzione, l’ informazione, educazione al rispetto e iniziative tutto a costo zero.
Dopo un primo consiglio andato a vuoto a causa della mancanza del numero legale, il fine comune di combattere un fenomeno sociale gravissimo, ha prevalso nella giornata di ieri dove alla fine la mozione passa con il voto unanime dei presenti.
La discussione ha permesso di chiarire anche uno degli aspetti sui quali si era concentrata la polemica: sensibilizzare sul femminicidio non significa necessariamente prevedere nuove spese a carico del Comune.
Tra le proposte emerse, infatti, ci sono iniziative che possono essere realizzate anche senza particolari stanziamenti economici: utilizzare il sito istituzionale dell’Ente per mettere a disposizione in maniera chiara numeri telefonici e contatti dei centri antiviolenza, fornire informazioni sui servizi disponibili sul territorio, promuovere campagne di sensibilizzazione e coinvolgere scuole e cittadini. Nel corso del dibattito è stato sottolineato come il contrasto al femminicidio non possa esaurirsi nella sola risposta penale. Non si deve più intervenire quando la violenza è già stata consumata. La prevenzione deve invece lavorare prima. Educare soprattutto le giovani generazioni al rispetto, alla parità, alla libertà dell’altra persona e, soprattutto, alla capacità di accettare un «no». Nel dibattito è stato richiamato anche il caso di Laura Isceri, così come le parole pronunciate durante il suo funerale, diventate un ulteriore spunto di riflessione sulla necessità di intervenire prima che comportamenti di controllo, possesso e sopraffazione possano trasformarsi in tragedia.
Ecco cosa dice la consigliera, Fiorella Vadalà, promotrice della mozione:-“Il voto rappresenta un punto di partenza. Mi sarebbe piaciuto che una mozione sul femminicidio non avesse avuto bisogno di una seconda possibilità per essere discussa – afferma Vadalà – ma sono contenta che alla fine il Consiglio abbia scelto di confrontarsi e votare. Su un tema come questo non dovrebbero esistere maggioranza e opposizione: dovrebbe esistere la responsabilità delle istituzioni».
Il confronto in Aula ha quindi prodotto una serie di impegni che, nelle intenzioni della promotrice, dovranno adesso tradursi in azioni concrete.
Tra le priorità indicate, una comunicazione istituzionale più completa e facilmente accessibile, con numeri e riferimenti per chi si trova in una situazione di violenza o di pericolo, oltre a iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza e alle scuole.
«Il femminicidio non comincia con l’omicidio di una donna – aggiunge Vadalà – spesso comincia molto prima, con la cultura del possesso, con il controllo, con la convinzione che un “no” possa essere messo in discussione. È lì che dobbiamo intervenire».
La mozione è dunque approvata. Ora la sfida sarà quella di trasformare il voto del Consiglio in iniziative effettive.
Perché, come emerso anche nel corso della discussione, parlare di femminicidio non è mai tempo perso e la sensibilizzazione non è “aria fritta” quando può contribuire a riconoscere la violenza prima che diventi una tragedia.”-





