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Egon Schiele: l’irrefrenabile tormento di un uomo!

egon schiele pittore

Ormai è da molto tempo che viviamo questo periodo di quarantena e si spera che finisca molto presto. egon schiele pittore

Nel frattempo e con grande entusiasmo il mondo della cultura ha voluto e saputo reagire, cercando di intensificare la sua presenza nel web con tour virtuali e articoli di vario genere.

E proprio in tale filone che noi di SegretoDonna, abbiamo iniziato una rubrica di lenta e suggestiva scoperta dei più importanti artisti che il mondo ha avuto l’onore di avere

egon schiele pittore

Dopo Renoir, vi faremo conoscere un altro “campione” della storia dell’arte, dai linguaggi e linee quanto più distanti dal suo collega impressionista egon schiele pittore

Il tormentato Egon egon schiele pittore

Vi racconteremo di Egon Shiele ad unanimità una delle figure più intense e profonde del novecento.

Come per molti suoi colleghi fu strappato alla vita molto giovane, a soli 28 anni e ovviamente con un’intera esistenza davanti.

Capace attraverso le sue dure linee e i suoi colori decisi di suscitare al tempo stesso inquietudine e dolcezza e di iniettare forti emozioni nell’animo di ogni osservatore.

Dietro ogni suo corpo scarno quasi contorti dalle più drammatiche sofferenze sia fisiche che mentali si intravedono spiragli della dolci intenzioni che lo portarono a dipingere.

Urli manifestati dalle sue opere, comunicati attraverso violenti contorni e sfumature, traduce il male che vive con il suo esagerato espressionismo.

Autoritratto con testa inclinata, 1912

egon schiele pittore

Con Schiele il malessere diventa pura visione.

Folta produzione e infiniti messaggi egon schiele pittore

Pur lasciandoci a 28 anni Schiele fu capace di produrre tantissimo, circa 2000 acquarelli e 300 dipinti ad olio, mai perdendo la scintilla geniale che lo contraddistinse sempre.

Nella maggior parte delle volte fu affascinato da soggetti distinti da intenti opposti: la vita e la morte

In molti dipinti Schiele ha saputo catturarli con tratti nervosi ma al tempo stesso precisi, senza forzare nulla ma lasciando con molta spontaneità che il pennello si muovesse nella tela

L’abbraccio, 1917

egon schiele pittoreNelle scelte di Schiele la tematica del nudo compare quasi sempre, rappresentato con un’eccezionale capacità di trasferire e comunicare la difficile complessità psicologica dei suoi modelli.

Una delle caratteristiche da sempre più apprezzate di Schiele sono le sue pose e le smorfie dei suoi soggetti, che esibiscono quasi con una debole e dolce sfrontatezza la loro intimità

La carne dei suoi corpi viene mostrata assolutamente senza veli in modo così naturale, nel tentativo di far conciliare gli estremi di vita e morte. egon schiele pittore

Ogni suoi dipinto compiuto fino alla sua prematura morte, sono dotati da una profonda bellezza dolente, di corpi e di animi che non si vogliono nascondere e che esibiscono totalmente la loro carnalità.

Donna distesa, 1918

egon schiele pittoreCarnalità che viene contemporaneamente esaltata e mortificata, con processi di deformazione sempre più netti, comunicando un’intensa sensibilità.

Dipinti contraddistinti da tratti aspri e sofferenti, trasformando sempre più i suoi modelli in rigidi manichini

Pose sconnesse e innaturali, senza dimenticare la sua volontà nel comunicare le forti emozioni interiori.

L’intenzionalità era di manifestare a livello fisico, ogni stato psichico e che possa essere rappresentato per mezzo del corpo.

A poco a poco, l’opera di Schiele si concentra esclusivamente sul corpo nudo, che diventa un tema centrale dell’autoritratto. egon schiele pittore

egon schiele pittore
Ritratto di famiglia, 1918

La magrezza si innalza d’importanza, il corpo si attorciglia in virtuose contorsioni, la mimica facciale oscilla tra il cupo e il bizzarro.

Schiele illustra così il travaglio interiore dell’uomo moderno. Nei suoi lavori si evidenzia l’isolamento della figura, la presentazione frontale e l’allineamento dell’asse della figura con l’asse centrale della tela

Volontariamente si pone l’enfasi su occhi e mani eccessivamente grandi e rozzi, quasi esagerati e con un immancabile forte senso di ansia.

Raramente la sua figura appare rilassata, al contrario, il corpo è contratto come durante una fortissima crisi isterica. egon schiele pittore

egon schiele pittoreL’arte rappresentò al tempo stesso un’arma e uno scudo per i suoi oggetti e soggetti perduti ed il suo uso costante dell’autoritratto fu un tentativo consapevole di superare queste perdite.

Usò la propria arte come un’esperienza correttiva ed emozionale sulla quale voleva alleviare e apparentemente risanare una psiche distrutta.

Figura non semplice ma dotata di una potenza comunicativa tra le più forti che la storia dell’arte ebbe mai la fortuna di conoscere. egon schiele pittore

 

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Alfonso Lauria

Scritto da Alfonso Lauria

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