Avrà luogo domani sera, presso l’ Arena Caudullo a Belpasso, l’inaugurazione del Mechanè Festival, un ciclo di giornate dedicate all’arte e la cultura. Quest’anno, con un’ importante inizio, dedicato alla solidarietà con l’esposizione dei disegni fatti dai bambini di Gaza. Il Mechanè Festival, non ha ignorato l’appello di pace e aiuto, per quel che si può fare per i bambini e le vittime civili innocenti di un conflitto, che non accenna, minimamente la sua fine. I disegni potranno essere acquistati, per finanziare il progetto dal titolo: We not are alone, di Mohammed Timraz. Nel dettaglio abbiamo chiesto ad Antonino Girgenti, il Presidente della Fondazione Carri S. Lucia di Belpasso, di spiegarci com’è nata l’idea e chi ne farà parte.
Presidente Girgenti, perchè avete pensato di dedicare la prima sera ai bambini di Gaza dando spazio alle loro opere?
-“Erano i primi di maggio e insieme al presidente della Pro Loco Tony Carciotto e al direttore artistico Gianni De Luca (ideatore della manifestazione), stavamo impostando il programma di questa quarta edizione del Mechanè Festival.
Mi arriva sul telefono un messaggio del prof. Nino Bellia, un paio di foto raffiguranti dei bambini che disegnano, con la richiesta di voler parlare con me il prima possibile.
Devo premettere che sin dalla prima edizione abbiamo ascoltato tanti suggerimenti, questo non solo per migliorare la manifestazione ma anche e soprattutto perchè nelle nostre intenzioni c’è sempre stata una grande voglia di inclusività e innovazione. Inoltre avendo i Carri di S. Lucia nel sangue, siamo persone tendenzialmente aperte alle novità, senza dimenticare o ignorare coloro i quali si approcciano a noi con propositi stimolanti.
Nino Bellia è più che un amico, ci collabora da sempre e si è più volte distinto nel territorio con innumerevoli iniziative culturali, oltre a essere molto sensibile alle questioni sociali ed umanitarie.
Al telefono pronuncia delle parole che hanno avuto su di me un effetto molto potente, 3 su tutte: bambini, arte e guerra. Un disperato grido d’aiuto a cui non potevamo non rispondere. Al telefono gli dico soltanto: questa mostra si farà a Belpasso, dimmi cosa occorre.
E Bellia immediatamente si attiva per trovare i contatti, sono giorni frenetici ma riesce a fornirci una miriade di informazioni sulla situazione reale dei bimbi in Palestina, abbiamo il contatto diretto con Mohammad Timraz, questo giovane che ha creato la “Tenda degli artisti” e si sta prendendo cura di questi bambini, molti di loro orfani dei genitori e senza più una casa, né un luogo sicuro in cui vivere.
La mostra è itinerante, ha già girato mezzo mondo, diventando sempre più richiesta. La formula è semplicissima ed efficace: durante le esposizioni si possono acquistare le riproduzioni dei disegni realizzati dai bambini, per mandare un aiuto concreto attraverso un collegamento diretto nei territori martoriati dalla guerra.
Senza perdere un minuto di tempo blocchiamo le date, questa mostra deve arrivare a Belpasso, quindi si farà e anzi aprirà ufficialmente la quarta edizione del Mechanè Festival.
Perché questa scelta? Venite a vedere la mostra, in quei disegni ci sono le atrocità della guerra viste con gli occhi innocenti dei bambini. Una realtà che non conosciamo affatto, ciò che vediamo attraverso i tg è insignificante rispetto a quello che vedrete. I disegni sono accompagnati da didascalie, leggendo ascolterete la voce di quei bambini, ci stanno chiedendo aiuto. Molti di loro non hanno più una casa, hanno perso i genitori, nel frattempo alcuni di loro sono stati uccisi. Stiamo organizzando un collegamento telefonico con Mohammad Timraz, durante una delle serate del Festival con l’aiuto di un interprete, manderemo un caloroso abbraccio da Belpasso .
Non ho fatto nulla di chè, ho soltanto ascoltato il suggerimento di un amico per organizzare una mostra. Proprio non mi andava l’idea di iniziare il festival facendo finta di nulla, sapendo di quei bambini indifesi, costretti a vivere una tragedia.
Siamo orgogliosi di esserci riusciti, ma adesso è la città di Belpasso che con il proprio cuore deve dare una risposta vera, forte e determinata. Noi che viviamo nella parte “giusta” del mondo, non possiamo ignorarli, quindi non lasciamoli soli.”-
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